Massimo Fioranelli
 
 
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Il pacemaker
Il cuore e’ un organo la cui funzione e’quella di assicurare la circolazione del sangue nel nostro organismo. Del peso di circa 300 grammi, il cuore e’ composto da un tessuto muscolare il cui scopo e’ quello di contrarsi e quindi di espellere il sangue contenuto nelle camere cardiache e da un tessuto elettrico che serve ad eccitare il tessuto muscolare e produce una contrazione uniforme. Le unita’ muscolari che compongono il cuore si contraggono per effetto di uno stimolo elettrico che origina da un gruppo di cellule specializzate localizzate nella parte superiore dell’atrio destro denominato “NODO DEL SENO” o “pacemaker naturale del cuore”. Dal nodo del seno il segnale elettrico si propaga attraverso gli atrii e raggiunge un secondo gruppo di cellule denominato “NODO ATRIO-VENTRICOLARE” che ha la funzione di trasferire l’impulso elettrico ai ventricoli attraverso un sistema di fibre chiamato fascio di His e fibre di Purkinje. Nodo del seno - clicca per ingrandire Il cuore in condizioni di riposo pompa 5-6 litri di sangue al minuto (portata cardiaca), quantita’che aumenta fino a 20 litri al minuto quando si esegue un esercizio fisico; uno dei fattori piu’importanti nel determinare un aumento della portata cardiaca sotto sforzo e’rappresentato dal numero delle contrazioni al minuto che va sotto il nome di frequenza cardiaca. Quando la frequenza cardiaca scende sotto limiti normali o diviene irregolare , la quantita’di sangue espulsa dal cuore puo’divenire insufficente a soddisfare le richieste dell’ organismo e possono comparire sintomi quali vertigini, svenimenti, affaticamento, palpitazioni, cio’ puo' rendere necessario ricorrere all’impianto di un pacemaker.


Il pacemaker
Un pacemaker o generatore di impulsi e’ un dispositivo che consente di stimolare elettricamente il cuore e di normalizzarne il ritmo; e’ costituito da un involucro in cui e’ posta una batteria
schemi di pace-maker
ed una serie di circuiti elettrici ed e’ a sua volta collegato al cuore tramite dei fili elettrici chiamati elettrocateteri, la funzione di qust’ultimi e’ quella di veicolare impulsi elettrici dalla batteria al cuore; alla stimolazione elettrica del cuore segue la contrazione del cuore. Lo sviluppo tecnologico e la ricerca sui materiali biocompatibili ha fatto si che questi dispositivi abbiano oggi raggiunto dimensioni contenute ed un alto grado di sofisticazione. pace-maker camera singola - clicca per ingrandire pace-maker camera doppia - clicca per ingrandire I piu’ semplici generatori di impulsi sono chiamati MONOCAMERALI in quanto sono collegati ad un elettrodo fissato ad una sola camera cardiaca, di solito il ventricolo o l’atrio di destra; generatori BICAMERALI sono invece quelli dotati di due elettrodi, di solito uno nell’ atrio di destra e l’altro nel ventricolo di destra.
elettrocardiogramma da pace-maker
Elettocardiogramma da Pacemaker

L'intervento
L’intervento viene eseguito in genere in anestesia locale. Viene eseguita un incisione di 3 o 4 centimetri di lunghezza in sede sottoclavicolare. Si isola una piccola vena in cui si inserisce l’elettrocatetere che viene posizionato nelle cavita’ cardiache, atrio o ventricolo destro, a seconda del tipo di impianto (monocamerale o bicamerale). L’elettrocatetere viene posizionato con l’ausilio di raggi X (fluoroscopia); si eseguono una serie di misure elettriche per validare il corretto posizionamento. Successivamente si pratica una seconda incisione per creare un piccola “tasca” sotto la pelle ove verra’ posizionato lo stimolatore. L’intervento in media richiede una o due ore a seconda del dispositivo da impiantare; il giorno successivo o 48 ore dopo il paziente puo’ tornare al proprio domicilio. Dopo l’intervento viene consegnata al paziente un tessera cartacea o magnetica ove sono contenuti i dati del medico, il tipo di stimolatore cardiaco, gli elettrocateteri impiegati, i controlli eseguiti, i parametri di stimolazione. Viene consigliato di portare sempre il tesserino con se e di esibirlo in tutte quelle circostanze in cui venga richiesto.

I controlli
Il controllo del pacemaker viene eseguito ad intervalli prestabiliti, in genere ogni sei mesi; solitamente si esegue presso il centro in cui e’stato impiantato, ed e’finalizzato ad ottenere informazioni sul funzionamento dello stimolatore, variazione dei parametri di stimolazione in base alle esigenze cliniche, controllo della carica della batteria, la cui scarica e’prevedibile con molti mesi di anticipo. Usualmente un generatore di impulsi ha una durata compresa tra i cinque ed i dieci anni, quando risultera’che la pila e’entrata nella fase di scarica, si programmera’ la sostituzione dello stimolatore che potra’essere effettuata nelle settimane successive con un intervento molto piu’semplice e rapido del primo impianto. Il medico comunica con il pacemaker attraverso un programmatore che e’costituito da un computer dotato di una sonda che ha la funzione di inviare segnali radio al pacemaker .La procedura e’indolore, e durante il controllo si possono raccogliere informazioni utili circa il comportamento dello stimolatore e su eventuali aritmie presentate dal paziente.

Le precauzioni
Il paziente puo’ presto ritornare ad una vita normale senza sostanziali limitazioni, vi sono comunque delle precauzioni da adottare. Comunicare sempre al personale sanitario di essere portatore di un pacemaker; non indossare vestiti troppo aderenti che possano irritare la cute sovrastante lo stimolatore; evitare sport violenti che comportino traumi sulla regione ove e’situato il Pacemaker o attività che comportino forti vibrazioni (autoscontro, equitazione). Interferenze elettriche - Non ci si deve preoccupare per l’uso di dispositivi elettrici purche’ siano ben funzionanti e con una adeguata messa a terra (spine tripolari); tuttavia bisogna prestare attenzione per possibili interferenze elettromagnetiche che potrebbero alterare il funzionamento dello stimolatore cardiaco. Mantenere i telefoni cellulari ad una distanza minima di 15 cm. Non sostare tra i rilevatori di sistemi di antifurto all’uscita dai negozi. Per quanto riguarda i rilevatori di metalli all’ingresso di banche ed areoporti (metal detectors), presentare la tessera di portatore di pacemaker al personale addetto. Apparecchiature per risonanza magnetica, radiazioni ionizzanti terapeutiche, terapie ad ultrasuoni, diatermia, stimolazione nervosa o cutanea (TNS): in genere sono procedure diagnostiche o terapeutiche controindicate; informarne tuttavia il medico che deve eseguirle. Non sostare nelle vicinanze e non toccare apparecchi elettrici difettosi, trasmettitori o ripetitori radiotelevisivi, radar, linee ed apparecchiature ad alta tensione, attrezzature industriali quali saldatrici elettriche ad arco, forni elettrici. Non attraversare aree sulle quali e’ apposto il simbolo “DIVIETO PER I PORTATORI DI PACEMAKER” Consultare il proprio medico prima di sottoporsi a diatermia, elettrichirurgia, elettrocauterizzazione, cardioversione elettrica, litotripsia.

Nuove applicazioni
Classicamente il pacemaker e’utile nei casi in cui il cuore e’affetto da un aritmia che comporti un rallentamento del ritmo cardiaco (bradicardia). Oggi e’possibile utilizzare questi dispositivi anche per alcune forme di aritmia diverse come la fibrillazione ventricolare. Questa e’ un aritmia gravissima che non consente alcuna contrazione cardiaca ed in cui si perde immediatamente conoscenza ed a volte puo’condurre alla morte se non prontamente trattata. defribillatore impiantabile - clicca per ingrandire In quelle situazioni a rischio per questa aritmia si procede allà impianto di un pacemaker particolare chiamato DEFIBRILLATORE IMPIANTABILE o ICD (Implantable Cardioverter Defibrillator) che e’in grado di erogare una scarica elettrica di defibrillazione ogni volta che si presenti questa aritmia, consentendo il ripristino di un normale ritmo cardiaco. In genere un pacemaker stimola elettricamente il ventricolo destro, tuttavia in alcune forme particolari di scompenso cardiaco ove vi sia un ritardo di contrazione tra il ventricolo destro ed il ventricolo sinistro e’ possibile eseguire un stimolazione di entrambi i ventricoli (stimolazione biventricolare) al fine di sincronizzare l’ attività meccanica del cuore.

 

 

 

 
 
   Tutti i diritti sono riservati © by Massimo Fioranelli  – Ultima Modifica effettuata il 15/11/2009