Massimo Fioranelli  
 
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ARTERIOGRAFIA CORONARICA
L?angiografia coronarica o coronarografia è una metodica radiologica che, mediante l?iniezione di mezzo di contrasto, consente la visualizzazione delle arterie coronariche, al fine di studiarne la morfologia, il decorso ed eventuali alterazioni. Insieme con la ventricolografia (angiografia della cavità ventricolare) e il cateterismo cardiaco (misurazione dei parametri emodinamici, cioé delle pressioni all?interno delle camere cardiache e dei grossi vasi) completa lo studio emodinamico del cuore.
L?esame è eseguito in una sala operatoria dedicata chiamata Sala di Emodinamica (o Laboratorio di Emodinamica), dove sono presenti una serie di strumentazioni radiologiche dedicate allo studio del cuore, le attrezzature necessarie all?interventistica cardiovascolare e alla gestione di eventuali complicanze. Lo studio emodinamico completo viene registrato su un supporto digitale (CD) che consente, in qualsiasi momento, una visualizzazione dinamica offline dell?intero esame.
La preparazione all?esame richiede:
  1. completa, adeguata ed esauriente spiegazione dell?esame con relativa accettazione dello stesso mediante firma del consenso informato.
  2. digiuno di almeno 8 ore.
  3. controllo degli esami ematochimici per la somministrazione di mezzo di contrasto.
  4. tricotomia della zone sede di accesso (regione inguinale, polsi).
  5. eventuale idratazione nei pazienti con alterata funzionalità renale.
  6. eventuale premedicazione nei pazienti con accertata, presunta o sospetta allergia al mezzo di contrasto.

Coronarografia In Sala di Emodinamica, dopo aver preparato tutto il necessario all?esecuzione dello sudio emodinamico, il paziente verrà trasferito sul lettino radiologico e si inizierà il monitoraggio dei parametri vitali. Successivamente verrà eseguita la disinfezione della regione di accesso e posizionato un telo sterile che lascerà scoperto solo il viso del paziente. Quindi verranno eseguite l?anestesia locale e la puntura percutanea dell?arteria prescelta (femorale, radiale, brachiale) mediante la tecnica di Seldinger. Introdotta una guida attraverso l?ago, si rimuove quest?ultimo, e si fa scorrere sulla guida rimasta in sede un introduttore valvolato dalle dimensioni idonee alla conduzione dell?esame. Tolto dall?introduttore il dilatatore si fanno scorrere sulla guida dei cateteri diagnostici di diametro 5 o 6 French (French: unità di misura corrispondente a 0,33 mm) e sotto controllo radiologico portati a livello del piano valvolare aortico. Rimossa la guida angiografica e i cateteri vengono collegati a un iniettore esterno (per consentire un? iniezione di una prestabilita quantità di mezzo di contrasto) e si cannula selettivamente l?ostio delle arterie coronarie, di eventuali by-pass (venosi o arteriosi) e dell?arteria mammaria interna. Per facilitare la cannulazione selettiva dei vasi sono stati sviluppati nel corso degli anni cateteri con curve e dimensioni diverse. Per poter meglio visualizzare nello spazio le arterie si fa ruotare il macchinario radiologico intorno al paziente, acquisendo delle registrazioni radiografiche delle iniezioni di mezzo di contrasto nelle varie proiezioni. Durante le iniezioni di mezzo di contrasto è possibile avvertire una sensazione di calore e più raramente di dolore toracico. La durata media dell?esame diagnostico è di circa 30?.
Al termine dell?esame si sfilano i cateteri diagnostici, reintroducendo al loro interno la guida angiografica, in seguito si procede alla rimozione dell?introduttore e alla compressione arteriosa, eseguita mediante manualmente o con l?aiuto di sistemi di chiusura. Si applica infine un bendaggio compressivo che sarà rimosso più tardi.

Terminato l?esame diagnostico il paziente farà ritorno nella stanza di degenza dove osserverà un riposo a letto di durata variabile, a seconda del sito di accesso arterioso. L?indicazione alla coronarografia è nel corso degli ultimi anni aumentata grazie soprattutto alla ridotta invasività e accresciuta sicurezza in mani esperte e alla possibilità di curare la malattia coronarica mediante interventi di rivascolarizzazione miocardica percutanea (angioplastica coronarico) e cardiochirurgica (by-pass aortocoronarico).
In generale la coronarografia è indicata nei pazienti con sospetta malattia delle coronarie, in pazienti che hanno già sofferto di un infarto miocardico e anche in tutte quelle malattie del muscolo cardiaco (miocardio) e delle valvole per le quali è necessario conoscere approfonditamente lo stato del circolo coronarico.
Non esistono in questo momento controindicazioni assolute alla coronarografia ma solo relative (insufficienza renale, anemia, febbre).
L?estensione della malattia è usualmente definita dal numero di vasi coinvolti: monovascolare, bivascolare, trivascolare, malattia del tronco comune della coronaria sinistra; ovvero è necessaria la presenza di almeno una stenosi che riduca del 50% il diametro di uno di questi rami. Sebbene alcuni identificano una stenosi critica quella con un restringimento di almeno il 70% del diametro, una stenosi inferiore al 50% è usualmente considerata emodinamicamente non significativa. Questo non significa che tale stenosi sia clinicamente migliore, perché queste lesioni possono evolvere acutamente o cronicamente, e spesso occlusioni acute come nell?infarto si hanno su stenosi emodinamicamente non significative.


Filmato: Coronaria Destra




Filmato: Coronaria Sinistra




Filmato: Ventricolografia




  Autore
  Dott. Carlo Gonnella - Specialista in cardiologia
  Casa di Cura Mater Dei - Roma (Italy)

 

 

 

   
 
   Tutti i diritti sono riservati © by Massimo Fioranelli  – Ultima Modifica effettuata il 16/09/2009